Balsamo Stella, S.A.L.I.R., Vaso Donna sulle scale
La fotografia d’epoca conservata presso l’Archivio Fotografico della manifattura S.A.L.I.R. permette di riscoprire il titolo originale scelto dagli autori per quest’opera, solitamente denominato dalle fonti come Leda e il cigno.
Nel vaso Donna sulle scale (modello 356A) le potenzialità espressive e tecniche di Guido Balsamo Stella e di Franz Pelzel si esprimono al meglio, riuscendo a fondere le forme originali del recipiente prodotto dalla fornace Ferro-Toso con una decorazione essenziale e raffinata, che giunge a esiti di estrema modernità. La parte frontale del corpo ovoidale del contenitore ospita una stilizzata raffigurazione femminile, che ricorda certe soluzioni pontiane e mitteleuropee, sdraiata su una schematica scalinata. Sopra di lei viene posto un uccello in volo, identificabile come un’araba fenice grazie alle forme accorciate del corpo, alle piume sul capo e alla lunga coda ricurva. Molto interessante risulta essere il modo in cui Balsamo Stella ha reso il racemo floreale che sale dalla parte inferiore dell’anfora, tracciato con un andamento mistilineo e una schematizzazione affine alle invenzioni di Dagobert Peche e degli altri maestri della Wiener Werkstätte.
Il soggetto fu utilizzato anche per decorare la superficie del vaso 356, composto da un corpo a campana e da un piede a calotta rovesciata.
Il vaso fu esposto in occasione della IV Triennale di Monza del 1930 (Galleria dei vetri, sale 126-127) e in quell’occasione era presente anche il vaso L’uccello del paradiso, nuovamente frutto della collaborazione tra la ditta Ferro-Toso, autore della forma, e il laboratorio muranese, responsabile dell’ideazione e dell’esecuzione del disegno, corrispondente al decoro 327 riportato negli album di schizzi e modelli del Reparto Incisioni della S.A.L.I.R.
Stefania Cretella