Balsamo Stella, S.A.L.I.R., Vaso Sirene che giocano e Vaso Danza di sirene
Molti dei disegni creati da Balsamo Stella per la decorazione di coppe, vasi e piatti in vetro descrivono scene popolate da figure tratte dal mondo mitologico, in particolare satiri, tritoni e sirene, che appaiono come un retaggio della sua formazione monacense, avvenuta in stretto contatto con Albert Welti, allievo di Arnold Böcklin. Il repertorio iconografico tipico del maestro di origini svizzere viene rivisitato da Balsamo Stella, che ne esclude la componente più inquietante e simbolica per accentuarne gli aspetti ludici e ironici. L’atteggiamento brioso e divertito di Balsamo Stella si coglie nel vaso con Sirene che giocano, decorato nella parte centrale con una coppia di sirene bicaudate che stringono tra le mani pesci utilizzati per spruzzare acqua verso la compagna di giochi. I corpi delle creature metà donna e metà pesce, che emergono dalle onde del mare, sono incisi alla ruota mediante un segno netto e sottile che accentua il carattere grafico del disegno di Balsamo Stella.
Il motivo inciso sulla superficie del vaso cilindrico riprende il decoro 433 riprodotto nei quaderni degli schizzi per il reparto incisioni della S.A.L.I.R., conservati presso l’archivio della manifattura muranese. I due disegni presenti negli album sono applicati su vasi dalla forma troncoconica, innestati su un piedistallo a tre gradini che conferisce all’insieme un orientamento squisitamente déco. Non sono noti esemplari di questa foggia e non è pertanto possibile confermare l’effettiva messa in produzione di questa variante.
Di soggetto analogo è anche il decoro inciso sul calice dalla forma a campana del vaso Danza di sirene, sostenuto da un fusto ornato da elementi in vetro colorato modellato a morise e da un piede circolare inciso con onde ripetute ritmicamente che richiamano il tema della parte superiore. Sebbene la bibliografia precedente faccia riferimento a figure danzanti, il vaso presenta un tritone impegnato ad osservare un ippocampo, una sirena bicaudata che versa acqua da una conchiglia turricona e una seconda sirena a cavallo di un delfino con in mano una conchiglia bivalve che spruzza acqua. Le tre figure, indipendenti le une dalle altre, sono visivamente interconnesse grazie alle onde e ai getti d’acqua resi attraverso linee curve e tratteggi puntinati dal forte accento decorativo. L’alto numero di inventario (1147), noto grazie all’album del Reparto Incisione e a uno dei quaderni di schizzi conservati presso la manifattura, rivela invece una datazione di messa in produzione del pezzo più tarda, contemporanea all’introduzione nel repertorio della ditta dei Vasi Milleocchi creati da Pelzel su disegno di Vinicio Vianello ed esposti alla XXVII Biennale Internazionale d’Arte di Venezia del 1954. È probabile che l’idea di Balsamo Stella, inizialmente adottata per un vaso dalla forma differente del quale non si conosce il numero di modello, sia stata ripresa dall’amico Pelzel e adattata a una forma già presente nel repertorio della manifattura (utilizzata, ad esempio, per il modello 328 con Diana cacciatrice). Il decoro, con alcune varianti e semplificazioni, è ripreso anche nel calice in vetro fumé e dettagli dorati esposto in occasione della mostra “I tesori del mare. Suggestioni miti trasparenze” (cat. 223) e nel vaso di forma cilindrica riprodotta in una fotografia conservata presso l’Archivio della manifattura.
Stefania Cretella