Biancini, Società Ceramica Italiana di Laveno, Sculture a soggetto zoomorfo
La scultura a tutto tondo raffigurante una coppia di pesci tra le onde del mare dimostra la volontà di Biancini di trovare un equilibrato compromesso tra la ricerca di forme dall’evidente impatto decorativo e il desiderio di vicinanza e rispetto del dato naturalistico, senza però cadere nella copia mimetica del soggetto selezionato. In questo caso specifico, la modellazione insiste sulla definizione delle squame, sulla resa anatomica del pesce, sulle gocce d’acqua che si cristallizzano sui corpi e sulle pinne dei due animali e sulla descrizione della mossa superficie marina, ma adottando il consueto modellato sintetico ed essenziale, ulteriormente appiattito dalla scelta cromatica uniforme e sorda del giallo pallido, che ne attenua l’effetto verista. Il valore decorativo dell’opera è accentuato anche dalla disposizione dei due esemplari, simili ma di differenti dimensioni, serrati uno accanto all’altro.
Una ricerca analoga venne condotta anche per la modellazione della scultura raffigurante un cavallo rampante accanto a uno sperone di roccia: il corpo pieno e arrotondato del puledro, quasi tozzo nelle proporzioni, è trattato per superfici lisce e compatte, mentre per la coda e la criniera Biancini ha preferito una lavorazione a rilievo che consentisse di restituire otticamente e tattilmente la ruvida consistenza del pelo dell’animale. La levigatezza del corpo del cavallo è attenuata dalla stesura a macchie e colature dello smalto, in varie tonalità di verde.
Il tema equino torna con una certa frequenza nell’immaginario figurativo di Biancini, come dimostra la serie di vasi e piatti con figure in rilievo e gli altri gruppi plastici modellati dall’artista, come il cavallo stante, ideale pendant del cavallino in esame, e la coppia di reggilibri con cavallo rampante (Cfr. Angelo Biancini tra Faenza e Laveno. Ceramiche 1937-1940, catalogo della mostra a cura di Gian Carlo Bojani, Franco Bertoni (Faenza, 1993), Centro Di, Firenze 1992, p. 53, cat. 34; p. 55, cat. 57).
Stefania Cretella