Biancini, Società Ceramica Italiana di Laveno, Vasi anni cinquanta
Dopo la stimolante e ricca esperienza compiuta tra il 1937 e il 1940 presso la Società Ceramica Italiana di Laveno in qualità di co-direttore accanto a Guido Andloviz, Angelo Biancini continuò saltuariamente ad occuparsi di ceramica, modellando soprattutto opere prodotte nell’ambiente faentino, complice anche la sua attività di insegnante di plastica presso il locale Istituto d’Arte per la Ceramica (1943-1981).
Il vaso smaltato in blu è invece un particolare esempio di progetto realizzato nuovamente per la Società Ceramica Italiana di Laveno, databile al 1958 (l’esemplare in esame è in realtà una produzione più tarda, come testimonia il doppio marchio riportato sotto la base, che rivela l’avvenuta acquisizione degli stabilimenti sul lago Maggiore da parte della manifattura Richard-Ginori). Il vaso mostra un gusto ormai lontano rispetto alle opere degli anni trenta, sebbene mantenga ancora l’idea di una decorazione in rilievo associata a smaltature monocrome, secondo una combinazione tipica della produzione novecentista di Biancini. Le forme irregolari dell’oggetto, non dissimili dalle scelte operate da Antonia Campi all’interno della stessa manifattura, e il disegno astratto che emerge dalla superficie irregolare mostrano l’avvicinamento verso modelli di riferimento contemporanei che guardano alla cultura astratta e informale.
Tenendo in considerazione le affinità riscontrabili tra il vaso smaltato in blu e il vaso dipinto in nero, privo di marchi o firme, è possibile attribuire allo scultore anche il progetto di questo secondo modello.
Stefania Cretella