Campi, Arcadia, Pezzi unici
Nel corso del primo decennio del XIX secolo, Antonia Campi collaborò con la ditta Arcadia di Trezzano sul Naviglio per realizzare alcune opere in porcellana, prodotte in esemplare unico.
Si trattava nella maggior parte dei casi di sculture astratte e serpentine, ottenute attorcigliando e ripiegando la materia su se stessa e dipingendone la superficie irregolare con una tecnica mista a freddo, attraverso macchie di colore libere e indipendenti rispetto alla superficie sottostante. Appartiene a questi esperimenti la Forma A 02 attualmente in collezione privata.
Completamente differente è invece il pannello Tempesta di mare, che segna un ritorno alla figurazione, sebbene sempre interpretata in chiave antinaturalistica e antimimetica. Il paesaggio naturale, pur essendo perfettamente leggibile nei suoi componenti, è però plasmato attraverso blocchi di argilla modellati a mano e sovrapposti per conferire profondità alla scena. Anche i colori, sebbene fedeli alle tinte naturali, sono applicati in libertà, senza seguire i contorni dei differenti elementi, ma mescolandosi tra loro con effetti sorprendenti, che rivelano la maestria raggiunta dalla Campi e il perfetto dominio degli elementi plastici e pittorici. Attraverso pochi colori e un basso modellato, l’artista è infatti riuscita a rendere la spuma del mare, il tremolio delle alghe agitate dal vento, la potenza dei fulmini e i colori contrastati del cielo in tempesta.
Stefania Cretella