Campi, Porcellane
Nel 1954 Antonia Campi progettò una serie di piccole e raffinate porcellane che riprendevano le forme organiche, fluide e asimmetriche già impiegate negli oggetti in terraglia prodotti a partire dal 1949. Le porcellane erano ornate con decorazioni realizzate a decalcomania o dipinte a mano con colorazioni ottenute attraverso soluzioni metalliche cotte ad alta temperatura che permettevano di raggiungere effetti particolari e raffinati.
Il progetto delle microporcellane venne affrontato nuovamente da Antonia Campi tra il 1993 e il 1997, realizzando esemplari unici prodotti dalla ditta Arcadia di Trezzano sul Naviglio (per un ampio campionario delle microporcellane degli anni novanta, si rimanda a Anty Pansera, Antonia Campi. Creatività, forma e funzione. Catalogo ragionato, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2008, pp. 208-215). L’idea del polivasetto venne invece ripresa per uno dei progetti destinati alla manifattura Pozzi-Ginori. Rispetto al polivasetto in porcellana, il successivo oggetto in terraglia assume forme massicce e tozze, mantenendo però l’idea della composizione di piccoli contenitori serrati gli uni agli altri. L’opera venne realizzata in terraglia bianca in una serie limitata a 700 esemplari.
Stefania Cretella