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Campi, Società Ceramica Italiana di Laveno, Casa De Ambroggi

Campi, Società Ceramica Italiana di Laveno, Casa De Ambroggi

Nel corso degli anni cinquanta, Antonia Campi fornì alla Società Ceramica Italiana di Laveno i disegni per vasi, oggetti d’uso e complementi d’arredo da produrre su larga scala, ma anche in piccola serie e in edizione limitata. Esisteva poi una produzione di pezzi unici, come il centrotavola a forma di fruttiera vincitore del secondo premio nella sezione “Centro da tavola” al VIII Concorso Nazionale della Ceramica d’Arte di Faenza del 1949 (Gio Ponti, Picasso anche a Faenza, n. 239, ottobre 1949, p. 22), e opere progettate su commissione. In questo periodo, infatti, Antonia Campi fu coinvolta in progetti per la decorazione e l’allestimento di edifici privati e negozi della manifattura, realizzando sculture, pannelli decorativi, piastrelle per rivestimenti, balaustre per scale e ringhiere.

Tra i progetti realizzati su commissione si colloca il lavoro svolto per la casa di Laveno della famiglia De Ambroggi. La decorazione ceramica ideata dalla Campi ornava sia l’esterno che l’interno dell’abitazione: la facciata fronte lago presentava pannelli con i segni zodiacali e una fontana con pareti a ciottoli e inserti ceramici che rappresentano un canestro di frutta e fiori dai lunghi steli in pietre scure. All’interno invece si trovavano i pannelli a bassorilievo dedicati alla Lavorazione ceramica, ora in collezione privata, e una seconda fontana con decorazioni pompeiane, sormontata da una nicchia contenente il Vaso a coppa smaltato in giallo screziato, con grandi anse curvilinee e alto piede troncoconico decorato a graffito, sempre in collezione privata.

Stefania Cretella

Informazioni

Data inizio1953
Data fine1954
Tecnica e materialiterraglia
CollezioneCerro di Laveno, collezione Sironi
BibliografiaAnty Pansera, <em>Antonia Campi. Creatività, forma e funzione. Catalogo ragionato</em>, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2008, p. 128, cat. 1.72; Carlo Sironi, <em>Antonia Campi. Opere scelte 1949-2009</em>, Allemandi, Torino, 2009, pp. 64, 66, 90