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Campi, Società Ceramica Italiana di Laveno, Portaombrelli C 9

Campi, Società Ceramica Italiana di Laveno, Portaombrelli C 9

Il Portaombrelli C 9 è uno dei primi progetti per prodotti seriali disegnati dalla Campi, approvati e messi in produzione all’interno dello Stabilimento Lago della Società Ceramica Italiana di Laveno. La fantasia della designer valtellinese emerge in ogni aspetto del portaombrelli, a cominciare dalla forma vagamente a clessidra che le permette di sperimentare con l’asimmetria e le linee arrotondate e morbide. La superficie non è liscia, ma movimentata da un particolare effetto martellinato, sul quale si inseriscono elementi figurativi in rilievo che sembrano voler rileggere i bassorilievi introdotti da Angelo Biancini nelle ceramiche da lui progettate per la stessa manifattura nel decennio precedente. In questo caso, i motivi ideati dalla Campi si differenziano nei due lati, creando un oggetto double face; su un lato si trovano rami carichi di frutti, sull’altro varie tipologie di vasi, separati da righe sghembe. Il portaombrelli poteva essere dipinto a mano, lasciando lo sfondo bianco, oppure in serie, utilizzando colori in tinta unita stesi in modo omogeneo o con effetti screziati, non dissimili a quelli già utilizzati da Biancini e Andloviz.

Un esemplare del modello C 9 venne esposto in occasione della IX Triennale di Milano del 1951.

Stefania Cretella

Informazioni

Data1949
Tecnica e materialiterraglia a colaggio
CollezioneCerro di Laveno, collezione Sironi
BibliografiaGio Ponti, <em>La ceramica italiana</em>, in “Domus”, n. 260, luglio-agosto 1951, p. 35; Anty Pansera, <em>Antonia Campi. Creatività, forma e funzione. Catalogo ragionato</em>, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo 2008, pp. 138-139, cat. 2.4; <em>Geometrie impossibili: le ceramiche di Antonia Campi</em>, catalogo della mostra (Sondrio, Galleria Credito Valtellinese, Palazzo Sertoli, MVSA, Palazzo Sassi de’ Lavizzari, 28 settembre – 17 novembre 2012; Milano , Museo Diocesano, 4 dicembre 2012 – 6 gennaio 2013), a cura di Anty Pansera e Mariateresa Chirico, Verona, 2012, p. 73