Melotti, Società Ceramica Richard-Ginori, Babbuino e le bocce
Fausto Melotti entrò in contatto per la prima volta con Gio Ponti nel 1930 e venne ben presto invitato dal direttore artistico della manifattura Richard-Ginori a collaborare con lui come disegnatore e progettista. La prima occasione per mostrare al pubblico le nuove creazioni del giovane scultore fu la Quarta Esposizione Internazionale delle Arti Decorative di Monza del 1930, per la quale Melotti preparò un bassorilievo raffigurante una Madonna, esposto nella sezione d’arte sacra, e diverse statue in maiolica e porcellana presentate nella Galleria della Ceramica (Catalogo ufficiale della IV Esposizione Triennale Internazionale delle Arti Decorative ed Industriale Moderne maggio ottobre 1930, Casa Editrice Ceschina, Milano 1930, pp. 130, 215-216). La fotografia della sala allestita dalla manifattura testimonia che tra le statue esposte vi era anche il Babbuino e le bocce, riprodotto nel catalogo merceologico senza indicazione del nome dell’autore (Ceramiche moderne d’arte Richard-Ginori, Soc. Anon. Stab. Arti Grafiche Alfieri e Lacroix, Milano s.d. [1930 circa], p. 76). Come suggerito in studi precedenti, probabilmente proprio per ovviare a tale mancanza, la scultura venne successivamente pubblicata su “Domus” come opera di Melotti, sebbene non sia chiaro se il giovane scultore ne sia stato l’ideatore o solo il modellatore, così come indicato su “Domus” (Doccia, in “Domus”, n. 28, aprile 1930, p. 51; Livia Frescobaldi Malenchini, Maria Teresa Giovannini, Oliva Rucellai, Gio Ponti. La collezione del Museo Richard-Ginori della Manifattura di Doccia, Maretti editore, 2015, p. 514).
La scultura poteva essere prodotta nella variante in celadon o in biscuit con dorature.