Ponti, Società Ceramica Richard-Ginori, Serie delle Allegorie
I tre esemplari appartengono a una serie di piatti ornamentali in porcellana dipinta in viola, grigio e oro con il tema delle Allegorie, interpretate mediante diverse figure femminili all’antica dotate di specifici attributi desunti dalla tradizione iconografica, che permettono di riconoscere agevolmente il soggetto rappresentato, comunque esplicitato dall’iscrizione riportata nella parte superiore del piatto.
L’Ospitalità è la prima allegoria in ordine di tempo ideata da Ponti, così come testimoniano le lettere conservate nell’archivio del Museo di Doccia (Livia Frescobaldi Malenchini, Maria Teresa Giovannini, Oliva Rucellai, Gio Ponti. La collezione del Museo Richard-Ginori della Manifattura di Doccia, Maretti editore, 2015, p. 240). L’allegoria è immaginata come una donna dai capelli corti, gli occhi a mandorla e la bocca a cuore, vestita con un corpetto aderente e una gonna morbida che ne esaltano la fisicità piena e sinuosa. La mano destra solleva un vassoio con delle vivande, mentre l’altra mano stringe delicatamente un fiore; ai piedi della figura è posta una porta con i battenti spalancati, ulteriore simbolo di accoglienza e ospitalità. Il soggetto, ideato nel 1925, venne successivamente impiegato per decorare vasi di diverse forme. Le altre allegorie furono invece ideate tra il 1927 e il 1928, come attestano l’assenza di tali motivi alla Terza Biennale di Monza e la loro presenza alla Seconda Quadriennale Nazionale della ceramica, organizzata l’anno seguente a Pesaro. La Giustizia è incarnata da una donna dalla testa rasata, con in mano la bilancia e la spada, mentre la Carità stringe due bimbi tra le braccia.
I disegni preparatori delle quattro figure femminili furono pubblicate dallo stesso Ponti sulla rivista da lui diretta, dedicata alle arti della casa (Gio Ponti – L’ospitalità, la carità, l’abbondanza, la giustizia, in “Domus”, n. 10, ottobre 1928, pp. 26-27).
Stefania Cretella