Ponti, Società Ceramica Richard-Ginori, Vaso per fiori e piastrella
Le due opere in terraglia prodotte dalla S. Cristoforo di Milano sono accomunate dalla decorazione pittorica che adatta alle diverse superfici il medesimo motivo ornamentale, costituito da agili e snelle figurine legate al mondo del circo, della musica e della danza, ciascuna accompagnata da un’iscrizione a lettere capitali che riporta il nome del personaggio.
Il dato probabilmente più interessante va individuato nel marchio, nella firma e nella data (1922) riportati sotto la base del vaso, in quanto permettono di provare in modo definitivo il momento di inizio dei rapporti di collaborazione tra il giovane architetto e la nota manifattura tosco-lombarda. Per lungo tempo, infatti, le fonti bibliografiche hanno ritenuto plausibile fissare al 1923 l’arrivo di Ponti alla Richard-Ginori, basandosi sulla presentazione delle novità introdotte dal nuovo direttore artistico in occasione della Prima Biennale di Monza, sebbene studi recenti abbiano già ipotizzato un’anticipazione dell’avvio dei contatti tra Ponti e la Richard-Ginori tra la fine del 1921 e l’inizio del 1922, tenendo in considerazione l’impossibilità di portare a termine in pochi mesi un ampliamento così significativo del campionario come quello proposto a Monza (Valerio Terraroli, La via italiana al gusto moderno tra nostalgia del passato e accelerazioni creative: 1920-1950, in La forza della modernità. Arti in Italia 1920-1950, catalogo della mostra a cura di Maria Flora Giubilei, Valerio Terraroli (Lucca, Fondazione Ragghianti 20 aprile – 6 ottobre 2013), Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti, Lucca 2013, p. 16). La data riportata sul vaso, presente anche nel piatto Se donna ti parla sorridile e non ascoltarla conservato nella medesima collezione privata, permette ora di anticipare di almeno un anno l’ingresso di Ponti nello stabilimento S. Cristoforo di Milano.
Stefania Cretella