Pozzi, Dipinti e cromotarsie
I volti idealizzati e semplificati, sempre ritratti di profilo, sono un leitmotiv dell’immaginario figurativo dell’artista, che li applica su oggetti, sculture, dipinti e cromotarsie. Nei dipinti, i volti dai particolari occhi a pesce si ripetono pressoché identici e con un ritmo quasi ossessivo, e interpretano, in chiavi diverse, il problema dei rapporti umani basati sul confronto e sul dialogo, evidenziando anche i casi in cui le chiacchiere diventano malignità.
Per la serie dei Teatrini del 2006, Ambrogio Pozzi sperimenta la particolare tecnica della cromotarsia, realizzando dei veri e propri puzzle di legno ottenuti assemblando a incastro profili in legno ritagliati e dipinti in acrilico. La predominanza del contrasto bianco/nero, solo talvolta arricchito dall’esplosione cromatica del rosso, è un ulteriore elemento ricorrente nel linguaggio maturo dell’artista, che lavora soprattutto meditando sulle forme. I soggetti scelti per i Teatrini si prestano perfettamente a una gestualità esasperata, legata al mondo dei burattini, e permettono di rivelare un’ironia acuta e divertita, facilmente individuabile anche in molte opere decorative ideate dall’artista nel corso degli anni.
Stefania Cretella