Pozzi, Piatti Pop
La manifattura Ceramica Franco Pozzi fu fondata nel 1942 a Bolladello con l’intento di confrontarsi con le principali aziende internazionali del settore. Dopo il trasferimento degli impianti a Gallarate, avvenuti tra il 1952 e il 1953, la direzione tecnica e artistica venne affidata ad Ambrogio, figlio minore del fondatore, che si formò presso l’Istituto d’arte di Faenza, senza però interrompere i suoi studi universitari in chimica. Il grande merito dell’azienda di famiglia fu quello di essere riuscita a coniugare un grande sapere tecnico, di qualità artigianale, con una produzione seriale e industriale, muovendosi sia sul fronte del design internazionale, ispirato soprattutto dal mondo nordico e scandinavo, sia in direzione di una produzione artistica aggiornata e originale.
I due piatti in esame mostrano l’attenzione dell’artista verso i movimenti artistici internazionali e contemporanei, che divengono una fonte di ispirazione fondamentale, sebbene rielaborata in chiave personale. I piatti, dalla semplice forma circolare, sono decorati nel cavetto con soggetti figurativi che denotano l’evidente influenza della cultura pop, sia dal punto di vista stilistico che iconografico. I colori violenti e brillanti, stesi per piatte campiture omogenee, il disegno marcato e semplificato, la presenza di balloon contenenti brevi frasi e suoni onomatopeici, derivano infatti dall’arte del fumetto, a sua volta ripresa dall’artista pop Roy Lichtenstein. Il legame con la cultura popolare si ritrova anche nella scelta dei soggetti, tratti dal campo sportivo, musicale e cinematografico (nel Piatto “Pop” Help, ad esempio, vengono ritratti Rita Hayworth, con la sua inconfondibile chioma rossa, e Marlon Brando, colto in una posa meditativa e con l’inseparabile sigaretta accessa).
Stefania Cretella