Robj, Le Jazz
Il gruppo in porcellana composto da quattro scatenati musicisti di colore, intenti a suonare con energia i propri strumenti musicali: il trombettista è l’unico personaggio in piedi, con la schiena inarcata e la testa reclinata all’indietro, disegnando una scattante linea curva che ne allunga la silhouette; il suonatore di fisarmonica serra le ginocchia e allarga i piedi, definendo uno schema a X; il percussionista stringe la grancassa tra le gambe, piegando il busto di lato per movimentare il blocco compatto costituito dalla parte inferiore; infine, il suonatore di benjo tiene il ritmo con il piede sinistro, mentre solleva l’altra gamba trasportato dalla musica.
A differenza di altre statuine di moretti prodotte da manifatture europee nel corso dei decenni precedenti, il gruppo di Robj non è da considerare una rivisitazione in chiave moderna delle caratteristiche sculture lignee di moretti realizzate nel corso del Settecento per accogliere idealmente gli ospiti all’interno di ville e palazzi veneti, né delle statuine in porcellana di Meissen o Sévres, ma di una diretta derivazione dalla cultura musicale e teatrale del tempo, trasformata dall’arrivo di nuove sonorità musicali e ritmi inaspettati giunti dal continente americano. È un omaggio alle jazz band che suonavano nei teatri e nei locali europei, segno di un nuovo interesse scoppiato a Parigi intorno alla metà degli anni venti grazie alla presenza prorompente e fuori da ogni schema tradizionale di Josephine Baker e della sua Revue Négre.
Stefania Cretella