Rometti, Testa di Mussolini
Attraverso la sue opere, la manifattura Rometti si fece promotrice dell’ideologia fascista, inserendo nel proprio catalogo oggetti d’uso e decorativi dalle forme innovative e dai decori ispirati alle più celebri tematiche diffuse dal regime, come ad esempio i motivi legati all’esaltazione del lavoro, dello sport, della famiglia, della vittoria e della lotta.
In questa serie di opere rientrano anche le numerose varianti di sculture che ritraggono il Duce, databili tra il 1930 e il 1932, anno in cui Mussolini fece visita allo stabilimento di Umbertide. La testa in esame, prodotta in diversi esemplari, si innesta su un collo massiccio e volumetricamente squadrato, che ben asseconda i lineamenti duri e taglienti del volto capace di veicolare con efficacia l’immagine propagandistica del Duce e di cristallizzare nella materia ceramica l’atteggiamento fiero e imperscrutabile del dittatore, con i suoi inconfondibili occhi socchiusi, le labbra serrate, gli zigomi pronunciati e la testa rasata.
L’effetto sfuggente e iconico è accentuato dai riflessi metallici del nero fratta usato per rivestire uniformemente la scultura. Si tratta di un particolare tipo di smalto ideato tra il 1927 e il 1928 che, secondo le testimonianze tramandate oralmente, ebbe origine per un fortuito sbaglio nella preparazione del colore. Lo smalto preparato con la formulazione errata venne conservato in una botte fino a quando si resero conto che il colore ottenuto produceva un effetto del tutto nuovo e molto interessante. In effetti, grazie alla presenza di manganese, ramina e cristallina piombifera, il nero assume un aspetto metallico, cangiante e riverberante, particolarmente adatto alle nuove forme e alle future invenzioni introdotte dagli artisti della manifattura.
Stefania Cretella