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Palazzo Mussato

Palazzo Mussato

La famiglia Mussato possedeva immobili in questa parte della città fin dalla metà del Seicento. La ricostruzione settecentesca del palazzo fu iniziata da Vitaliano Mussato, ma fu portata a termine dal figlio Galeazzo, figura di spicco tra i notabili di Padova, nonché uno dei fondatori del Teatro Nuovo nel 1748. L’impresa, condotta su un progetto di Girolamo Frigimelica (1653-1732), venne presumibilmente conclusa entro la metà del secolo anche se la decorazione interna dovette protrarsi ancora per qualche tempo.

Andrea Chiocca

Bibliografia

G. Bresciani Alvarez, L'architettura civile del barocco a Padova, in Padova. Case e palazzi, a cura di L. Puppi e F. Zuliani, Vicenza 1977,p. 177; A. Tomezzoli, Palazzo Mussato, in Affreschi nei palazzi di Padova. Il Sei e Settecento, a cura di V. Mancini, A. Tomezzoli, D. Ton, Verona 2018, pp. 242-244.

Sala del Giudizio di Paride

Il fregio corre immediatamente sotto il soffitto ligneo a travature dipinte, nella fascia di raccordo con il muro sottostante. Al centro di ogni parete la decorazione è scandita da una serie di sagomati cartouches rococò di color giallo-oro, inseriti in più ampi elementi di raccordo color grigio che simulano lo stucco; i cartigli racchiudono brani figurativi in monocromo verde-acquamarina: in corrispondenza della porta di accesso alla sala, per chi proviene dal vestibolo, è raffigurato Paride, identificabile per la mela che mostra con la mano destra; sulla parete di fronte campeggia Giunone, mentre sui due lati maggiori si riconoscono Venere e Minerva. Più piccoli medaglioni angolari, pure a monocromo verde chiaro, mostrano quattro personaggi a mezzo busto che personificano le stagioni.

La paternità della decorazione è tutt’oggi ancora dibattuta, anche se Pavanello propone il nome di Francesco Zugno.

Andrea Chiocca

Bibliografia

G. Pavanello, Gli affreschi di palazzo Mussato, in «Padova e la sua provincia», XXII, 3, 1976, p. 3; P. Piatto Cingano, Ca' Mussato: da nobile dimora a sede scolastica, in «Padova e il suo territorio», 66, XII, 1997, p. 22; A. Tomezzoli, Palazzo Mussato, in Affreschi nei palazzi di Padova. Il Sei e Settecento, a cura di V. Mancini, A. Tomezzoli, D. Ton, Verona 2018, pp. 244-245.

Salone

1760 ca.

Il salone è di pianta quadrangolare con gli angoli smussati e occupa tutta la larghezza del corpo principale; si innalza per due piani ed è illuminato da tre finestre che si aprono nel secondo ordine, su ciascun lato breve. Le pareti sono scandite da paraste con volute ioniche e foglie di acanto nei capitelli, che rimandano a un gusto classicheggiante. Al centro del soffitto, sagomata da una cornice mistilinea, si apre una scena di carattere allegorico, con cinque protagonisti scalati fra nubi giallo-rosate. Lo stato di conservazione attuale impedisce di identificare con certezza le personificazioni rappresentate: in posizione preminente, al centro della composizione, una figura femminile in veste gialla stringe uno scettro con la destra e una lancia con la sinistra; immediatamente sopra, alla sua sinistra, un putto sbuca tra le nuvole recando una colonna di alloro, a suggerire un carattere celebrativo ribadito anche dal personaggio in alto, fornito di tromba. Più in basso un’altra figura muliebre impugna una bilancia. La parte inferiore di questo moto ascensionale a zig-zag è chiusa da una personificazione di spalle con elmo piumato e manto blu appoggiata a un leone e per questo identificabile nel Valore. La ripresa fortemente scorciata del candido prospetto architettonico con balaustra conferisce uno scatto dinamico a tutto l’impianto prospettico.

Con ogni probabilità la scena raffigura Fama, Nobiltà, Giustizia, Pace e Valore come proposto da Pavanello. L’autore della decorazione è il pittore veneziano Fabio Canal.

Andrea Chioccca

Bibliografia

L. Padoan Urban, Catalogo delle opere di Giambattista Canal (1745-1825), in «Atti dell'Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti», CXXVIII, 1969-1970, pp. 125-126; G. Pavanello, Gli affreschi di palazzo Mussato, in «Padova e la sua provincia», XXII, 3, 1976, p. 5; G. Bresciani Alvarez, L’architettura civile del barocco a Padova, in Padova. Case e palazzi, a cura di L. Puppi e F. Zuliani, Vicenza 1977, p. 177; A. Tomezzoli, Palazzo Mussato, in Affreschi nei palazzi di Padova. Il Sei e Settecento, a cura di V. Mancini, A. Tomezzoli, D. Ton, Verona 2018, pp. 245-248.

Sala delle Divinità

Fine del sesto decennio del XVIII secolo (?)

La Sala delle Divinità presenta una decorazione parietale, opera di Francesco Zugno, con nove brani a monocromo grigio su fondo bianco, entro riquadrature in stucco di gusto rocaille a colori contrastanti, rosa, giallo, verde-acquamarina. A fianco dell’attuale porta d’ingresso sono raffigurati Bacco e Arianna. Segue un personaggio femminile che potrebbe essere Flora, perché regge una cornucopia traboccante di fiori, così come un vassoio ricolmo di fiori e portato da due putti poco più in basso; vengono poi Venere accompagnata da Amore e Mercurio in volo, affrescato sul sovracamino tra le due finestre. Sulla parete contigua appaiono Minerva e Diana, nelle vesti di cacciatrice. L’ultima scena ha come soggetto il re e la regina dell’Olimpo, Giove e Giunone. La sala presenta sovrapporte in stucco bianco con inserti degli stessi colori delle fasce parietali.

Andrea Chiocca

Bibliografia

L. Padoan Urban, Catalogo delle opere di Giambattista Canal (1745-1825), in «Atti dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti», CXXVIII, 1969-1970, pp. 125; G. Pavanello, Gli affreschi di palazzo Mussato, in «Padova e la sua provincia», XXII, 3, 1976, p. 3; P. Piatto Cingano, Ca’ Mussato: da nobile dimora a sede scolastica, in «Padova e il suo territorio», 66, XII, 1997, p. 22; A. Tomezzoli, Palazzo Mussato, in Affreschi nei palazzi di Padova. Il Sei e Settecento, a cura di V. Mancini, A. Tomezzoli, D. Ton, Verona 2018, pp. 251-252.

Sala della Magnanimità

Fine del sesto decennio del XVIII secolo (?)

Sul soffitto di questo ambiente, in corrispondenza del punto mediano di ogni lato prendono risalto inserti a monocromo ocra con scudi, armi e insegne militari. Al centro, all’interno di una ricca cornice decorativa mistilinea simulante motivi a stucco di gusto rococò, si apre un occhio di cielo ovale: qui, fra nuvole, sieda una figura femminile vestita di giallo, con un corpetto bianco e una sopravveste viola; la cinge un velo rosa. Il personaggio, appoggiato a un leone, abbraccia con la sinistra una cornucopia ricolma di monete e con la destra ostenta una corona. Alle sue spalle una coppia di putti sparge monete da un’altra cornucopia. Si può riconoscere nella scena la raffigurazione della Magnanimità, secondo le indicazioni date da Cesare Ripa. Anche in questo ambiente ha operato Francesco Zugno, coadiuvato dall’ornatista Francesco Zanchi.

Andrea Chiocca

Bibliografia

L. Padoan Urban, Catalogo delle opere di Giambattista Canal (1745-1825), in «Atti dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti», CXXVIII, 1969-1970, pp. 125; G. Pavanello, Gli affreschi di palazzo Mussato, in «Padova e la sua provincia», XXII, 3, 1976, p. 3; P. Piatto Cingano, Ca’ Mussato: da nobile dimora a sede scolastica, in «Padova e il suo territorio», 66, XII, 1997, p. 22; A. Tomezzoli, Palazzo Mussato, in Affreschi nei palazzi di Padova. Il Sei e Settecento, a cura di V. Mancini, A. Tomezzoli, D. Ton, Verona 2018, pp. 252.

Sala delle Virtù e della Prudenza

Fine del sesto decennio del XVIII secolo (?)

Al centro di ogni parete, su piedistalli sagomati entro una sorta di conchiglioni color bruno sono dipinte raffigurazioni delle stagioni, a monocromo seppia: entrando dalla porta di accesso si trova davanti a sé la Primavera e, proseguendo in senso anti-orario, l’Estate, l’Autunno e l’Inverno. Gli angoli del soffitto sono decorati con medaglioni monocromi ocra su fondo a finto mosaico: partendo dal lato breve sopra l’ingresso si incontrano Giunone e Minerva, Apollo e Diana, Bacco, Venere. Al centro, contornata da una cornice che simula elementi in stucco di gusto rocaille a monocromo bianco su fondo rosa, appare una scena impostata per diagonali spezzate: assisa fra le nuvole appare la Prudenza, riconoscibile per lo specchio impugnato con la sinistra e il serpente stretto con la destra; il personaggio si presenta con una veste rosa dai riflessi gialli e un velo verde-chiaro che svolazza alle sue spalle. Poco più in basso giunge in volo un’altra figura, la Virtù, contraddistinta dal sole che brilla sul petto e dalla lancia stretta con la mano sinistra. Prudenza e Virtù trionfano sull’Ignoranza, personificata dal personaggio femminile scarmigliato che sta precipitando nella parte inferiore della scena. Autore della decorazione è Francesco Zugno insieme all’ornatista Francesco Zanchi.

Andrea Chiocca

Bibliografia

L. Padoan Urban, Catalogo delle opere di Giambattista Canal (1745-1825), in «Atti dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti», CXXVIII, 1969-1970, pp. 125; G. Pavanello, Gli affreschi di palazzo Mussato, in «Padova e la sua provincia», XXII, 3, 1976, p. 3; P. Piatto Cingano, Ca’ Mussato: da nobile dimora a sede scolastica, in «Padova e il suo territorio», 66, XII, 1997, p. 22; A. Tomezzoli, Palazzo Mussato, in Affreschi nei palazzi di Padova. Il Sei e Settecento, a cura di V. Mancini, A. Tomezzoli, D. Ton, Verona 2018, pp. 252.

Sala di Diana

Fine del sesto decennio del XVIII secolo (?)

Nella Sala di Diana il soffitto è occupato da una ricca cornice con motivi a finto stucco che, grazie a una gamma cromatica tutta giocata sui toni del grigio, del seppia-ocra, del marrone, suggeriscono diversi spessori materici. Fra conchiglie, volute, medaglioni, racemi vegetali, armi ed emblemi militari trovano posto vasi di fiori e putti musicanti color bronzo. Al centro di questa cornice appare, fra le nuvole, Diana, con una veste grigia e un manto blu: raffigurata come divinità della caccia, è accompagnata da tre putti sgambettanti che scherzosamente portano un levriero al guinzaglio e recano il corno della caccia.

Gli affreschi si devono a Francesco Zugno e all’ornatista Francesco Zanchi.

Andrea Chiocca

Bibliografia

L. Padoan Urban, Catalogo delle opere di Giambattista Canal (1745-1825), in «Atti dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti», CXXVIII, 1969-1970, pp. 125; G. Pavanello, Gli affreschi di palazzo Mussato, in «Padova e la sua provincia», XXII, 3, 1976, p. 3; P. Piatto Cingano, Ca’ Mussato: da nobile dimora a sede scolastica, in «Padova e il suo territorio», 66, XII, 1997, p. 22; A. Tomezzoli, Palazzo Mussato, in Affreschi nei palazzi di Padova. Il Sei e Settecento, a cura di V. Mancini, A. Tomezzoli, D. Ton, Verona 2018, pp. 252-254.

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