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Palazzo Ducale di Mantova, Castello di S. Giorgio

Palazzo Ducale di Mantova, Castello di S. Giorgio

1. Fregio ornamentale con decorazione fitomorfa, pittura murale staccata, 393×170 cm, inv. statale 2052
2. Fregio ornamentale con decorazione fitomorfa, pittura murale staccata, 393,5×187 cm, inv. statale 2053a
3. Fregio ornamentale con decorazione fitomorfa, pittura murale staccata, 393,3×63,1 cm, inv. statale 2053b
4. Fregio ornamentale con decorazione fitomorfa, pittura murale staccata, 194,5×283,3 cm, inv. statale 2054a
5. Fregio ornamentale con decorazione fitomorfa, pittura murale staccata, 198,3×238,9 cm, inv. statale 2054b
6. Fregio ornamentale con decorazione fitomorfa, pittura murale staccata, 194×221,5 cm, inv. statale 2055a
7. Fregio ornamentale con decorazione fitomorfa, pittura murale staccata, 198,7×220,7 cm, inv. statale 2055b
8. Fregio ornamentale con decorazione fitomorfa , pittura murale staccata, 202×407 cm, inv. statale 2056a
9. Fregio ornamentale con decorazione fitomorfa, pittura murale staccata, 203×409,4 cm, inv. statale 2056b
10. Fregio ornamentale con decorazione fitomorfa, pittura murale staccata, 190×411,2 cm, inv. statale 2056c
11. Fregio ornamentale con decorazione fitomorfa, pittura murale staccata, 190,7×406,8 cm, inv. statale 2056d

Informazioni

ProvenienzaPalazzo Ducale di Mantova, Castello di S. Giorgio
AutoriAmbito di Giovan Battista Bertani
UbicazioneMuseo di Palazzo Ducale
Restauri1971 stacco di Assirto Coffani 1971 restauro di Assirto Coffani (AsoMn, anno finanziario 1971, Spese per il restauro, pos.3 rend., Cap. 2546) 2002 restauro di Coffani Restauri Il fregio (figg.1-11) decorava una stanza situata all'ultimo piano del Castello di S. Giorgio. Venne strappato e restaurato da Assirto Coffani nel 1971. L'intervento fu sollecitato dal soprintendente Giovanni Paccagnini, a causa del pessimo stato conservativo in cui si trovava l'ambiente che ospi-tava gli affreschi, adibito a carcere nell'Ottocento (doc.1). Era necessario intervenire per protegge-re il fregio dall'umidità, dovuta ad alcune infiltrazioni dal tetto (doc.1). La somma stimata per le operazioni di scoprimento e di strappo ammontava a 3.900.000 lire, cal-colando sia il costo dei telai e degli altri materiali necessari, che il lavoro dei restauratori (doc.1). L'incarico venne affidato ad Assirto Coffani, impegnato in quegli anni in numerosi interventi di re-cupero all'interno del palazzo. Il contratto venne firmato l'8 giugno 1971 (doc.2). Il fregio, che si estendeva su una superficie di 51 mq, fu scoperto completamente, rimosso dalle pareti e riportato su tela. In seguito alle operazioni di pulitura, gli affreschi vennero montati su telai in metallo leg-gero e le lacune furono reintegrate. Le operazioni si conclusero entro il 27 ottobre dello stesso an-no, come testimonia la fattura inviata alla Soprintendenza (doc.3). Il fregio venne attribuito a Giulio Romano e datato al terzo decennio del Cinquecento (doc.1). Se-condo Stefano L'Occaso, tuttavia, si può collocare intorno alla metà del secolo, quando le decora-zioni del Castello furono rinnovate in occasione delle nozze di Francesco II con Caterina d'Austria; lo stile degli affreschi rispecchierebbe il gusto di Giovan Battista Bertani, nominato prefetto delle fabbriche dopo la morte di Giulio Romano (L'Occaso 2011, p.184, catt.180-190). Durante la domi-nazione austriaca, i locali che si estendevano al di sopra del piano nobile furono convertiti in car-ceri politiche; qui vennero detenuti i Martiri di Belfiore, arrestati nel 1852. In seguito, per ricorda-re i nomi e le vicende dei prigionieri, furono poste delle iscrizioni sulle porte e nelle celle vennero esposti alcuni cimeli (Valli 2014, p.310). Come documenta Cottafavi nell'Itinerario del 1934, nella Stanza di Casati era allestito il Museo del Risorgimento (Cottafavi 1934, p. 21). Oggi il fregio risulta suddiviso in undici porzioni, rappresentanti festoni vegetali. Decorazioni si-mili sono ancora visibili all'interno di una stanza situata all'ultimo piano del Castello, la prigione “Grazioli-Poma” (fig.12). Come suggerisce Stefano L'Occaso, probabilmente gli affreschi vennero rimossi dalla stanza vicina, rivolta ad est (L'Occaso 2011, p.184, catt.180-190). Nel 2002 sono stati nuovamente restaurati. <em>Lia Passarini</em>
Documenti<strong>Doc.1</strong> Mantova, 12 maggio 1970. Perizia di spesa firmata dal Soprintendente Giovanni Paccagnini Il Soprintendente calcola la spesa complessiva per la rimozione e il restauro del fregio rinvenuto all'ultimo piano del Castello di S. Giorgio. La somma prevista è di 3.900.000 lire, calcolando sia la spesa necessaria per i materiali, che la manodopera e l'acquisto di appositi telai. Il fregio viene attribuito a Giulio Romano e datato al terzo decennio del Cinquecento. AsoMn, anno finanziario 1971, Spese per il restauro, pos.3 rend., Cap. 2546 <strong>Doc.2</strong> Mantova, 8 giugno 1971. Contratto firmato dal restauratore Assirto Coffani e dal Soprintendente Giovanni Paccagnini Assirto Coffani si impegna ad eseguire la rimozione e il restauro del fregio, dietro un compenso complessivo di 3.900.000 lire. I lavori dovranno essere ultimati entro due anni. AsoMn, anno finanziario 1971, Spese per il restauro, pos.3 rend., Cap. 2546 <strong>Doc.3</strong> Mantova, 27 ottobre 1971. Fattura firmata da Assirto Coffani ed inviata alla Soprintendenza alle Gallerie di Mantova Assirto Coffani invia alla Soprintendenza di Mantova la fattura relativa al restauro eseguito. Il fregio è stato rimosso, riportato su tela e sistemato su apposti telai in metallo leggero; dopo la pulitura è stata eseguita l'integrazione pittorica delle lacune di colore. AsoMn, anno finanziario 1971, Spese per il restauro, pos.3 rend., Cap. 2546
BibliografiaC. Cottafavi, <em>Itinerario per la visita alla Reggia dei Gonzaga. Corte Vecchia, Corte Nuova, Castello, Società per il Palazzo Ducale</em>, Tipografia L’Artistica, Mantova, 1934, p. 21; S. L'Occaso, <em>Museo di Palazzo Ducale di Mantova. Catalogo Generale delle collezioni inventariate. Dipinti fino al XIX secolo</em>, Mantova 2011, p.184, catt.180-190; L. Valli, <em>Palazzo Ducale di Mantova. La metamorfosi architettonica del Palazzo in Museo (1887-1938)</em>, Tesi di dottorato in Conservazione dei Beni Architettonici, relatore prof. Paolo Carpeggiani, correlatore prof. Alberto Grimoldi, Politecnico di Milano, 2014, pp.310-311.